Sembrava al poeta rimare solo d’amore
e torna la guerra nel coro dei morti ammazzati
Alla soglia del mulino della grande menzogna
il vecchio doganiere spaccia semi di libertà
Eliminati i cancelli, sparite le travi
oscure mani intrecciano la notte sui roseti
Giuseppe Cardello
Non ho l’arroganza di indicarvi metodi di lettura di questo libro. Come il buon pane potete prenderlo a morsi direttamente, sbocconcellarlo, o sezionarlo in fette regolari da distribuire e assumere regolarmente, o abbuffarvene a sazietà (magari spalmandoci sopra qualche musica giusta). Posso raccontarvi come l’ho gustato io. A sinistra ho letto la poesia, ancora inebriato dai colori dei versi, ho guardato con attenzione, con passione (ho aggiunto la mia di acqua che male non fa) la riproduzione del quadro, ho aggiunto ai versi i colori dell’artista, ho riletto la poesia con animo sinestetico e sono passato oltre.
Giuseppe Gingolph Costa
In questa variegata e nutrita raccolta di poesie dell’autore Giuseppe Cardello, ciò che colpisce maggiormente la mia sensibilità di uomo d’arte e sostenitore della stessa, è l’elemento riconoscenza. Ecco dove mi sembra più consono iniziare, per esplicare le mie personali e sincere impressioni su questi pensieri poetici. Per Aristotele la poesia non si limita a ricreare la realtà in modo oggettivo ed insensibile, la riproduce attraverso i sentimenti, le emozioni e le sensazioni del Poeta. E la riconoscenza fa da traino a tutte le poesie presenti in questo volume, così come pure è componente basilare per le opere pittoriche presenti nello stesso. Il tutto, o quasi, palesemente volge ad omaggiare la storica e antica città di Lentini e la Sicilia tutta. La virtù della riconoscenza è fondamentale nella vita tanto quanto lo è la coerenza. Senza coerenza non può esistere credibilità, al suo posto regnerebbe la contraddittorietà, dove la riconoscenza è assente regna l’individualismo.
Tiziano Angel Càssaro